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Il testo interpretato da Federica Di Nicola:

Mi chiamo Valentina e credo nell’amore. Ho 10 anni, sono caruccia e mi piace tanto la riccissima Candy Candy. A scuola ci vado tutta aggiustata poi magari ogni tanto mi sporco ilgrembiule perché le pizzette a scuola mia sono sempre estremamente farcite. Allora la bidella Gina mi dice “Bella, n te preoccupa’ che poi se lava… la pizzetta, quella in quanto tale è carica de farciume, bisogna solo sta’ attenti a mozzicà”

Mi chiavo Valentina e credo nell’amore. Ho 16 anni e a una festa ho conosciuto uno che è un incrocio tra Simon Le Bon e l’operaio che ha fatto il controsoffitto a casa mia. lo sono più alta di lui, però mi piace un sacco.

Mi chiamo Valentina e credo nell’amore. Con Giorgio ci siamo fidanzati, mamma mia quanto è bello. Vabbè, io sò meglio, però a me me piace il suo carattere introverso, il suo modo di fare, mi piace

Mi chiamo Valentina e credo nell’amore. Mi ha chiesto di sposarlo! A momenti casco dalla sedia, Fin da piccola vedevo i film americani con quelle belle storie d’amore e mi emozionavo sempre… io sò fatta così. Mi sento come Julia Roberts, l’abito bianco con il velo, le fedi con i nostri nomi, il viaggio di nozze. Amore!

Mi chiamo Valentina e credo nell’amore.Però la vita di coppia me la immaginavo meglio, cioè lui mi vuole bene, per carità, però è sempre più geloso: quando mi arriva un messaggio, mi strappa il telefono dalle mani per vedere chi è.. per carità, se è geloso vuol dire che ci tiene eh e a me mi fa pure piacere, però non lo so… un po’ troppo.

Mi chiamo Valentina e credo nell’amore. L’altra sera ho fatto tardi al lavoro e alla fine sono tornata a casa alle nove; Giorgio stava incazzato nero, non ci credeva che mi fossi trattenuta al lavoro, pensava che fossi stata con un altro, allora appena ho aperto la porta… Pah! Mi ha tirato un ceffone dritto dritto in faccia, mi ha fatto male, però è fatto così lui, è il suo carattere, era pure un po’ nervoso……e poi è stata anche colpa mia quindi… Alla fine mi ha chiesto scusa, mi ha portato un mazzo di rose, grosso cosi e mi ha promesso che non lo rifaceva più, Certo che quelle manone ogni volta… sono dolori, lo comunque il lavoro l’ho lasciato così non si dispiace

Mi chiamo Valentina. Mio marino mi mette le mani addosso, se mi trucco troppo un ceffone, se mi vesto bene un ceffone, anche se lo faccio per lui. La mattina spero sempre che non si svegli storto senno sono dolori, Non me l’ero immaginato cosi, durante l’ennesima scenata Giorgio mi ha preso a calci, mi ha buttato per terra e l’ultima cosa che mi ricordo è che in mano aveva un coltello.. il resto lo lascio immaginare,

Mi chiamo Valentina ho 25 anni e li avrò per sempre perché sono morta, Ora sto bene, non sono sola sono tantissime quassù le ragazze che hanno fatto la mia stessa fine, siamo tantissime però… però stiamo bene perché qua non ci trattano mica come ci trattavano lassù

Mi chiamo Valentina e credo nell’amore. Quello vero quello, che non ti fa star male, quello che non ti uccide, quello che non potrò provare mai più. lo forse ho sbagliato a sognare Candy Candy e Julia Roberts ma non ho sbagliato quel giorno ad andarmene via,

Non è colpa mia, non è colpa mia, non è colpa mia.

Mi chiamo Valentina e credo nell’amore.

 

 

Il testo scritto e interpretato da DONATO TELESCA:

NOI SIAMO DONNE!
È così che mi sento di incominciare, dicendo che siamo tutti donne, che siamo tutte vittime e siamo tutti carnefici, che tu sia uomo, donna, giovane o vecchio fai parte del drammatico
spettacolo che intrattiene la nostra contemporaneità: la violenza.
Quanto è vigliacco giustificare la violenza con l’amore, quanto è vigliacco soltanto pensare che la violenza sia frutto di troppo amore.
Siamo soliti ad ingozzarci con la parola amore, ci piace masticarla, ci piace parlarne, ci piace cantarne, ma non ci piace davvero capire cos’è e quand’è amore.
Quando è vigliacco il silenzio, di una società che non fa altro che dire: “forse se l’è cercata”, “era vestita troppo scollata” “l’ha provocato” “probabilmente l’ha tradito”, tu società hai
tradito me e, tutti i ragazzi come me se partorisci pensieri del genere, NOI TI ODIAMO SOCIETÀ.
Chi di noi non avrà mai amato? Credo in pochi. Sapete, io amo molto… sapete cos’altro però? Che io non rischierò la vita perché potrei fare ingelosire mio marito, perché sono
tornato tardi a casa, perché ero vestito scollato o perché non ho risposto bene secondo lui e, sapete perché? Perché sono un’uomo.
Sono un’uomo e si, sono un colpevole, perché forse neanche io ho lottato quando c’era bisogno di lottare, ma ho combattuto solo quando era comodo combattere.
Siamo donne e, siamo vittime, vittime di una cultura che ormai ci ha rinchiuso in una cella buia, buio che continua a non farci rendere conto che la situazione è davvero allarmante,
ditemi dove dovrò far vivere le mie figlie se il mio paese è un Italia in cui ogni giorno 89 sono le morti per femminicidio, se il mio paese è un Italia che ancora non dà spazio alle violenze di genere e che la maggior parte delle volte censura chi mette in luce che il PROBLEMA È UNO: una società patriarcale e maschilista che preannuncia un futuro cieco
per tutti.
Se non incominciamo a capire che anche noi siamo donne, che anche noi facciamo parte di questa battaglia, quel 89 si alzerà sempre di più.
Siamo rinchiusi in questa cella che è si chiama Italia, ma la chiave per scappare da questa realtà, cari professori, cari genitori, ce l’avete sotto i vostri occhi, siamo noi STUDENTI,
che abbiamo finalmente preso coraggio per incominciare a combattere contro tutto e tutti, che abbiamo finalmente preso coraggio per alzare la voce e dire che siamo davvero stanchi e che stanchi dovremmo essere tutti, indistintamente dal modo di pensare e di vedere le cose, dobbiamo cambiare tutti, smetterla di dire che le donne sono meno brave al volante, che non possono fare le meccaniche o addirittura le scienziate, dobbiamo smetterla di creare violenza di genere anche inconsciamente. La violenza nasce da tutti e di questo noi studenti ce ne siamo accorti e per questo ci facciamo carico di creare un futuro migliore.
NOI SIAMO DONNE, che tu sia uomo, donna, giovane o vecchio fai parte di questa battaglia, fai parte di questo odio contro chi ha aperto gli occhi ma fa finta di essere cieco
perché ha paura della nostra forza, ha paura di NOI DONNE.

25/11/21
Donato Telesca 3mA

L’intervento di GIUDITTA CATALANO