Seleziona una pagina

Trasformare un “vuoto urbano” in un condensatore sociale, restituendo il fiume Basento alla cittadinanza attraverso la cultura e la sostenibilità. Una sfida ambiziosa che è il cuore del progetto “La città che vogliamo” frutto della collaborazione tra il Liceo Artistico “W. Gropius” di Potenza e il Dipartimento di Ingegneria dell’Unibas.

Il progetto di rigenerazione urbana dell’area ex Centrale del Latte è stato sviluppato dagli undici studenti della classe VA (Indirizzo Architettura e Ambiente) nell’ambito di un percorso PCTO (ex Alternanza Scuola-Lavoro). Sotto la guida del prof. Nicola Laurenza e con il supporto scientifico dei docenti Unibas Giuseppe Oliveto (Costruzioni Idrauliche) e Beniamino Murgante (Tecnica e Pianificazione Urbanistica), i ragazzi hanno ridisegnato 30.000 metri quadri di territorio.

L’idea centrale è quella di superare la barriera di Via della Chimica per creare un affaccio diretto sul Parco del Basento. Il cuore dell’intervento prevede la nascita di un polo polifunzionale che integra: Il Museo dell’Acqua: spazio interattivo e all’avanguardia dedicato alle scienze idrauliche, pensato per coinvolgere le scuole e i giovani attraverso laboratori didattici; Planetario: Una cupola di 15 metri di diametro per proiezioni digitali, con una struttura che sembra fluttuare sopra specchi d’acqua; Il Teatro “Free” all’aperto: Una grande arena circolare da oltre 2.000 posti, destinata a spettacoli gratuiti e alla valorizzazione dei giovani artisti locali; La “Murazione-Filtro”: Un sistema ipogeo che ospita parcheggi interrati, piazze coperte e la suggestiva “Sala degli Archi”, collegando il viale del Basento direttamente con le aree espositive.

Un punto cardine della proposta è il recupero del rapporto storico tra Potenza e il suo fiume, ispirato alle antiche vedute del Settecento. Attraverso un sistema tecnologico avanzato, l’acqua del Basento verrebbe captata a monte, trattata e convogliata nel sito per alimentare fontane scenografiche, veli d’acqua e uno specchio d’acqua centrale, creando una vera e propria “Città dell’Acqua”.