Alla Sala degli Specchi del Teatro “Francesco Stabile” di Potenza la conferenza stampa che annuncia il concerto del Liceo Musicale Gropius nella Cattedrale di San Gerardo. Un evento nel segno del Giubileo Francescano.
C’è un piccolo bastoncino di legno, invisibile all’esterno, che vive nel cuore di ogni strumento ad arco. Si chiama anima. Non produce suono da sé, eppure senza di essa il violino tace, la viola si spegne, il violoncello perde voce. È questa suggestione — così tecnica nel nome, così profonda nel significato — a dare il titolo alla terza edizione del concerto che il Liceo Musicale Walter Gropius di Potenza porterà in scena il 22 aprile nella Cattedrale di San Gerardo.
La presentazione ufficiale dell’evento si è tenuta questa mattina, martedì 14 aprile, presso la Sala degli Specchi del Teatro Francesco Stabile di Potenza. Una cornice non casuale: la stessa bellezza architettonica del luogo sembrava voler anticipare il linguaggio dell’evento, dove estetica e spirito si cercano e si trovano.
Sul palco della conferenza stampa si è tracciato il profilo di una manifestazione che va ben oltre la normale programmazione concertistica. Le note dell’anima — III edizione nasce dalla collaborazione tra il Comune di Potenza, l’Associazione R. Leoncavallo e SMAC Lucania Classica, e si inserisce nel calendario del Giubileo Francescano, stagione di grazia e rinnovamento in cui la musica viene invocata come «voce di pace, coro di armonia e fraternità».
Protagonisti della serata del 22 aprile saranno l’Orchestra e il Coro del Liceo Musicale Walter Gropius, due realtà che negli anni hanno dimostrato una maturità artistica ben al di là dell’ambito scolastico. A guidarli sarà il Maestro Simone Genuini, direttore di riconosciuto prestigio la cui presenza sottolinea la serietà e l’ambizione del progetto. L’appuntamento è fissato alle ore 19:00 nella Cattedrale di San Gerardo, uno spazio sacro che amplifica ogni suono — fisico e interiore — grazie alla sua acustica naturale e alla sua carica spirituale.
La scelta della location non è decorativa. In una cattedrale il concerto non è intrattenimento: diventa rito. E il programma de Le note dell’anima sembra costruito proprio attorno a questa consapevolezza: la musica come «strumento privilegiato di elevazione spirituale», capace di «entrare nell’anima senza bussare» e di restare, dopo che l’ultimo suono si è spento.
La metafora dell’anima dello strumento — elemento nascosto, silenzioso, eppure indispensabile — attraversa tutto il progetto come un filo rosso. Ricorda che nelle esperienze più autentiche ciò che conta davvero non è sempre visibile; che la profondità, nella musica come nella vita, si trova spesso dove non si guarda.
