Il Capo dello Stato inaugura il 2026/2027 nell’Istituto “Sergio Marchionne”, a dieci anni dal sisma. Presenti, tra le delegazioni giunte da tutta Italia, la studentessa della 5^MBC e lo studente Francesco Pio Loffredo, a testimoniare il legame tra due terre segnate dai terremoti
Amatrice è diventata oggi, lunedì 21 settembre 2026, la capitale simbolica della scuola italiana. Nell’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, sorto nella frazione di San Cipriano dopo il crollo dello storico plesso Romolo Capranica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara hanno dato ufficialmente il via all’anno scolastico 2026/2027 con la 26ª edizione della cerimonia nazionale “Tutti a scuola”, trasmessa in diretta su Rai 1 e RaiPlay.
Una data non scelta a caso: la cerimonia cade infatti nel decimo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016, che con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto provocò 299 vittime e devastò il Centro Italia, facendo di Amatrice il simbolo di quella tragedia. Prima dell’inizio dei lavori, il Capo dello Stato ha reso omaggio alla memoria delle vittime presso il Parco Don Minozzi, in un momento di raccoglimento che ha preceduto la festa collettiva della ripartenza scolastica.
Una delegazione da tutta Italia, e un legame che attraversa due terremoti
Ad accogliere il Presidente non c’era soltanto la comunità locale, ma delegazioni di istituti scolastici in rappresentanza dell’intero territorio nazionale, selezionate dagli Uffici scolastici regionali per il valore dei percorsi didattici portati avanti nell’ultimo anno. Tra i banchi allestiti per l’occasione, a pochi passi dal palco delle autorità, si è distinta la presenza della delegazione del Liceo Gropius, chiamata a rappresentare la propria regione in una cornice di rilievo assolutamente nazionale.
Accanto al presidente Mattarella era presente Selene Varallo, studentessa della classe 5^MBC, mentre qualche fila più indietro, tra i suoi compagni, sedeva lo studente Francesco Pio Loffredo e la docente accompagnatrice Luana D’Anzi. Una presenza che i due ragazzi e la docente porteranno con sé come un ricordo indelebile, ma che assume un significato che va oltre l’emozione del singolo: il Liceo Gropius si conferma così tra le realtà scolastiche capaci di ritagliarsi uno spazio in un appuntamento istituzionale di primissimo piano, in un anno in cui i riflettori nazionali sono puntati su Amatrice.
Non è un caso che quella presenza abbia toccato una corda particolarmente sensibile per la nostra regione. Anche la Basilicata, infatti, porta nella propria memoria collettiva la ferita di un sisma devastante: quello del 23 novembre 1980, che colpì duramente l’Irpinia e le aree limitrofe, lasciando un segno profondo e duraturo nelle comunità locali. Essere presenti ad Amatrice, a dieci anni da un’altra tragedia sismica, ha quindi rappresentato per gli studenti del Liceo Gropius anche un modo per stringere un’idea di continuità e di solidarietà tra territori che condividono, a distanza di decenni, la stessa esperienza di dolore e di ricostruzione.
Le parole di Mattarella: la scuola come risposta alla fragilità
Nel suo intervento, il presidente Mattarella ha richiamato il valore costituzionale della scuola come architrave della Repubblica, sottolineando come proprio nei territori più colpiti dalle fragilità del Paese — sismiche, sociali, economiche — l’istruzione rappresenti il segnale più concreto di rinascita. Il Capo dello Stato ha rivolto un pensiero alle comunità che, come Amatrice, hanno saputo trasformare la macerie in un luogo di futuro per i più giovani, ricordando che una scuola ricostruita e frequentata è essa stessa un atto di resistenza collettiva.
Il ministro Valditara, nel suo intervento, ha illustrato le linee guida del nuovo anno scolastico, con un accento particolare sul rafforzamento delle infrastrutture e sulla sicurezza degli edifici — un tema che il decennale del sisma del 2016 ha reso ancora più attuale, alla luce dei dati che segnalano come poco più della metà delle scuole italiane disponga oggi di un certificato di idoneità statica.
Un riconoscimento per il Liceo Gropius
Per l’istituto, essere stato scelto tra le delegazioni presenti a una cerimonia di risonanza nazionale, trasmessa in diretta televisiva e seguita da milioni di studenti, famiglie e docenti in tutta Italia, rappresenta un motivo di orgoglio che va oltre la singola giornata. È il segno di un percorso didattico ed educativo che ha saputo farsi notare al di fuori dei confini regionali, portando il nome della scuola e dei suoi studenti al fianco delle più alte cariche dello Stato, in un giorno in cui la scuola italiana si è ritrovata, ancora una volta, a raccontare la propria capacità di ripartire.

