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Gli studenti di Arti Figurative del Liceo Walter Gropius hanno reinterpretato in stile Pop Art le diciotto donne del brano di Nayt. Aperta fino al 29 maggio, ingresso libero.

Hanno preso una canzone, l’hanno ascoltata con attenzione, ne hanno estratto i volti e li hanno restituiti al mondo sotto forma di opera d’arte. È quello che hanno fatto gli studenti delle classi 3B e 4B dell’indirizzo Arti Figurative del Liceo Statale Walter Gropius di Potenza, protagonisti assoluti della mostra «Abbattere le mura – 18 Donne», inaugurata ieri sera, 19 maggio, alla Galleria Civica di Potenza e visitabile fino al 29 maggio con ingresso libero dalle ore 18:00.

Il punto di partenza è il brano Di abbattere le mura (18 Donne) del rapper romano Nayt, contenuto nell’album Lettera Q uscito nel novembre 2024. In tre minuti e trentacinque secondi, il cantante racconta tutte le donne che sono state fondamentali per il Paese e per la sua formazione personale: da Liliana Segre a Michela Murgia, da Ilaria Cucchi a Margherita Hack, da Giulia Cecchettin a Letizia Battaglia, passando per la madre e la nonna dello stesso artista. Diciotto figure femminili, diciotto storie, diciotto opere.

Gli studenti del Gropius hanno scelto la reinterpretazione in stile Pop Art come chiave visiva del progetto. Colori saturi, composizioni geometriche, ritratti scomposti e ricostruiti con la forza cromatica che appartiene a quel linguaggio: una scelta non casuale. La Pop Art, nata per restituire dignità e visibilità all’ordinario, diventa qui strumento per celebrare l’eccezionale — o meglio, per ricordarci che queste donne sono state spesso trattate come ordinarie in vita, e straordinarie solo nel ricordo.

Il progetto si inserisce in una vocazione ben precisa di questo istituto. Il Liceo Walter Gropius si propone come una comunità di apprendimento con l’obiettivo di formare intellettuali appassionati di cultura, competenti nelle arti, offrendo una formazione culturale completa e aperta alla pluralità dei linguaggi. Non è una scuola che produce solo tecnici del pennello: è una scuola che insegna a usare il pennello per dire qualcosa. E lo dimostra ogni volta che porta i propri studenti fuori dalle aule.

Non è la prima volta che il Gropius trasforma la didattica in cittadinanza attiva: già nei mesi scorsi l’istituto aveva portato in scena opere corali multidisciplinari nei centri sociali della città. La mostra alla Galleria Civica è un altro tassello di questa stessa filosofia: il lavoro fatto in laboratorio merita di uscire, di essere visto, di entrare in dialogo con la città.

Le opere esposte non sono illustrazioni di un testo musicale: sono interpretazioni autonome. Le figure nominate nel brano sono rappresentative di movimenti sociali e culturali che hanno cercato di sfidare le norme patriarcali e promuovere la giustizia sociale, e i ragazzi delle classi 3B e 4B le hanno rilette attraverso il proprio sguardo, la propria sensibilità, la propria generazione.

Il risultato è una mostra che parla di identità e resistenza con il linguaggio di chi ha vent’anni e sa usare i colori. Lo slogan scelto dagli stessi studenti sintetizza tutto: «Ogni voce è un muro. Insieme, possiamo abbatterli».

La mostra è realizzata con il patrocinio del Comune di Potenza ed è inserita nel calendario di Maggio Potentino. La Galleria Civica di Potenza apre le sue porte ogni giorno fino al 29 maggio. L’ingresso è libero.