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Il 10 gennaio la presentazione di un interessante ed innovativo

Progetto di Rigenerazione Urbana dell’ex Centrale del Latte di Potenza

“UN VUOTO URBANO DA RESTITUIRE ALLA CITTÀ”

 

Il Gropius, una “scuola aperta” a servizio del territorio

Costruire opportunità e progetti verso una “città sostenibile” sono anche parte integrante delle politiche che il Sistema Educativo della Città deve mettere in campo, un tema che deve trasformarsi in uno dei principali percorsi da offrire nel quadro di un più ampio investimento sui cittadini più giovani, nella convinzione che per bambini e ragazzi sia fondamentale vivere in una città ecologica ricca di stimoli, di culture e di occasioni.

 

Coinvolgere il sistema educativo nella costruzione di una “città sostenibile”: una città dove le scuole sono uno snodo strategico dal quale si diramano percorsi educativi, partecipativi e di coinvolgimento delle comunità verso l’adozione di nuovi stili di vita nei quali la crescita tecnologica, le trasformazioni urbane, le mutazioni economiche, sociali e culturali siano processi il più possibile compresi e condivisi dai cittadini che li vivono e da essi sostenuti attraverso forme di cittadinanza attiva.

 

A tale scopo, l’Indirizzo Architettura e Ambiente del Liceo Artistico “W. Gropius”, che da anni svolge attività di ricerca e studio nell’ambito della rigenerazione urbana con particolare attenzione, negli ultimi anni, all’area dell’ex Centrale del Latte di Potenza, si è fatto promotore di un gruppo di lavoro che ha visto coinvolti la Scuola e il Dipartimento di Ingegneria dell’UNIBAS.

A conclusione del percorso di studi, nell’ambito di un PCTO (ex Alternanza Scuola Lavoro), gli allievi del Liceo Artistico – Indirizzo Architettura e Ambiente, classe VA a.s. 2024/2025, guidati dal docente di Discipline Progettuali prof. Nicola LAURENZA, hanno sviluppato, con il supporto scientifico di alcuni docenti dell’UNIBAS, il prof. Giuseppe Oliveto, docente di Costruzioni Idrauliche e il prof. Beniamo Murgante, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, un “Progetto di Rigenerazione Urbana” a Potenza.

 

Gli Studenti Protagonisti

Hanno partecipato allo sviluppo del progetto gli undici studenti della classe VA, a.s. 2024/2025 – Liceo Artistico “W. Gropius” Indirizzo Architettura e Ambiente:

Kiara Magdalena Alvarez, Francesca Caggianese, Emanuele Falanga, Francesco Marino, Martina Pia Mecca, Noemi Maria Pellegrino, Roberta Possidente, Francesca Rispoli, Filippo Salinardi, Antonella Scavone, Alessia Telesca.

 

La Rigenerazione Urbana: da aree industriali dismesse a luoghi di cultura

Il recupero delle aree dismesse può essere il centro di un dibattito variegato, che coinvolge tecnici, progettisti, amministrazioni, ma anche i cittadini stessi. RIGENERARE un’ex area industriale significa rilanciare un’intera area, arricchire la città in cui si trova e dare nuovo valore al territorio.

Le aree industriali dismesse possono trasformarsi in ciò di cui ha bisogno il territorio in quel momento. Convinti che soltanto attraverso l’intervento con strutture pubbliche di valenza culturale e sociale, come sostengono in molti, sia possibile “rigenerare” in modo “sostenibile” queste aree industriali dismesse e restituirle alla collettività, si propone come momento di discussione e riflessione il “Progetto di Rigenerazione Urbana dell’ex Centrale del Latte di Potenza – UN VUOTO URBANO DA RESTITUIRE ALLA CITTÀ”.

Il Progetto e suoi obiettivi

Il progetto propone il ri-disegno dell’area dell’ex Centrale del Latte e suoi dintorni, situata all’interno della zona industriale della città, lungo il fiume Basento.

Lo scopo è la creazione di un sistema di luoghi e spazi, come momenti d’incontro e scambio con una forte connotazione a carattere urbano, dove si intrecciano e sovrappongono, integrandosi, funzioni a scala urbana e territoriale, con l’obiettivo di ricomporre un vuoto che dia luogo ad un complesso polifunzionale, capace di contenere gli spazi necessari a soddisfare qualitativamente alcune specifiche esigenze della collettività e al contempo diventare un attrattore per il territorio.

Un vero e proprio “condensatore sociale” contenente all’uopo una svariata serie di funzioni:

  1. Attività e funzioni – gli interventi al contorno
  • La “murazione-filtro” lungo il percorso ciclo/pedonale del Parco del Basento sostituisce il tratto di strada di via della chimica che attualmente separa il lotto d’intervento dal Parco, favorendo così l’affaccio della piazza sul fiume;
  • Nella “murazione”, una piazza coperta nel sottosuolo, aperta sullo specchio d’acqua circostante, con attività commerciali e spazi espositivi recuperati al di sotto del teatro e del museo; in fondo ad essa, al di sotto del teatro, attraverso una rampa si accede alla Sala degli Archi, uno spazio espositivo di forma circolare dotato di una fontana; a monte dei parcheggi interrati (150 stalli) a cui si accede da viale del Basento con uscita in via della Chimica; sia i parcheggi che la piazza coperta sono collegati agli spazi sovrastanti con un sistema di rampe e ascensori;
  • Il Museo dell’Acqua con Laboratori Didattici, tramemoria e museo scientifico all’avanguardia: si tratta di un museo interattivo interamente dedicato al tema dell’acqua, delle scienze e tecnologie idrauliche e della prevenzione, basato sulla sperimentazione diretta dei fenomeni da parte dei visitatori. Il museo è per tutti, ma in particolare per i più giovani e per gli studenti a cui esso è rivolto, con giochi scientifici, laboratori didattici e installazioni multimediali accompagnati da attività didattiche;

 

  • Il Planetario: è costituito da un sistema di proiezione digitale in una grande cupola del diametro di 15 metri. La struttura di 120 posti, coperta da una calotta sferica del diametro di 21.20 mt, è svuotata nella parte inferiore per far posto a spazi aperti prospettanti sullo specchio d’acqua della fontana del Basento;

 

  • Il Teatro Free all’aperto: l’obiettivo principale è quello di offrire, in alcuni giorni dell’anno, spettacoli estivi gratuiti, con la distribuzione di biglietti sul posto, per permettere a tutti di poter godere dei tanti eventi, teatrali e musicali che si organizzano in città e, al contempo, consentire ai tanti giovani artisti “in erba” del nostro territorio di potersi esprimere liberamente; è una struttura di forma circolare del diametro di 72,20 mt con una capienza di 2000/2500 posti a sedere;
  1. Piazze e spazi liberi

L’eliminazione del traffico veicolare insieme alla posizione e alle forme degli edifici consente il ri-disegno degli spazi liberi a quota di viale del Basento.

I principali spazi urbani proposti, di circa 17.100,00 mq su 30.000 mq, riguardano:

  • un sovrappasso pedonale di viale del Basento che oltrepassando la strada, che insieme a un sottopasso che attraversa la linea ferroviaria, riconnette l’area con Rione Lucania, un quartiere nato dallo sviluppo urbanistico della città tra gli anni cinquanta/sessanta;
  • Il nuovo largo di accesso da via della Chimica a nord, alle spalle del Museo, definito da un filare di alberi e dalla facciata longitudinale del Museo, dove è possibile accedere con una rampa veicolare a doppio senso, in quando detta area è stata destinata a parcheggio (54 posti auto);
  • L’area antistante il teatro a sud, definita a monte da una fontana e dai gradoni/sedute inseriti nella circonferenza del teatro, prospettante sul fiume e sul nuovo specchio d’acqua, individua La piazza pedonale/belvedere sul “Parco del Basento” connessa allo stesso con un sistema di percorsi pedonali accessibili che ripropone l’affaccio sul fiume Basento;
  • Lo specchio d’acqua antistante la “Fontana del Basento” a sud, delimitato dai due portali d’accesso, interpretabile per usi diversi (giochi sul ghiaccio, fontana e giochi d’acqua, ecc.);

 

  • L’ area verde sovrastante le vasche di accumulo d’acqua prelevata dal fiume Basento che si affaccia anch’essa sul nuovo specchio d’acqua e sul fiume;

 

  1. Il ruolo dell’acqua e del verde

Il progetto propone diverse forme d’uso della materia acqua, storicamente presente nell’area: il Basento viene ridefinito qualche centinaio di metri a monte dell’area d’intervento per la realizzazione di una briglia all’altezza dell’accesso piccolo della piazza coperta per poter captare la sua acqua e portarla verso le vasche di raccolta dove attraverso un sistema tecnologico avanzato sarà trattata affinché possa essere utilizzata per alimentare i diversi usi previsti nel progetto.

L’acqua del Basento che si origina dalle pendici nord-occidentali di Monte Arioso, quindi, prima di lasciare la città di Potenza, viene catturata e convogliata con moderni sistemi tecnologici per generare la “città dell’acqua”, dando forma ad un “nuovo riferimento” per il capoluogo: un grande specchio d’acqua, due fontane con velo d’acqua, una fontana scenografica con giochi d’acqua e il riposo (momentaneo) nella sala degli archi per poi proseguire la sua corsa verso il mare.

Il sistema del verde ha avuto un ruolo importante nella definizione della geometria dell’intervento.  Si prevede di realizzare aree verdi e filtri fra le diverse regioni spaziali presenti nell’area.

 

  1. Il rapporto con la memoria dei luoghi

Un’incisione del settecento del Pacichelli consente una buona visualizzazione del rapporto visivo tra il fiume e la città di Potenza che nel tempo è stato completamente cancellato.

Per questo motivo, pur se per un piccolo frammento, si è voluto restituire il fiume alla sua città, valorizzando la risorsa acqua e ripristinando, almeno per quest’area, l’antico rapporto visivo che aveva con esso.

 

 

 

Dettagli della Presentazione

Data: 10 gennaio 2026
Orario: 10:30–13:30
Luogo: UNIBAS – Aula Magna del Campus di Macchia Romana

Introduce e modera:

Prof. Beniamino Murgante – Docente UNIBAS di Tecnica e Pianificazione Urbanistica

Partecipano alla discussione:

Dott. Paolo Malinconico – Dirigente Scuola Statale Liceo Artistico “W. Gropius” di Potenza

Arch. Nicola Laurenza – Docente Liceo Artistico “W. Gropius” di Potenza, Discipline Progettuali Architettura e Ambiente

Lectio Magistralis
Prof. Arch. Massimo Pica Ciamarra – Pica Ciamarra Associati

Arch. Gerardo Sassano – Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Potenza

Avv. Vincenzo Telesca – Sindaco di Potenza

Dott. Marcello Pittella – Presidente Consiglio Regionale della Basilicata

Con il patrocinio del Comune di Potenza e in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Potenza

Un Invito alla Comunità

La presentazione del progetto rappresenta un’importante occasione di confronto tra il mondo della scuola, quello accademico, le istituzioni e i cittadini. È un momento in cui le idee dei giovani studenti del Gropius potranno essere condivise, discusse e, auspichiamo, diventare spunto concreto per il futuro della nostra città.

Il Liceo Artistico “Walter Gropius” conferma ancora una volta il suo ruolo di protagonista nella vita culturale e urbanistica di Potenza, dimostrando che l’educazione artistica e architettonica non è solo teoria, ma pratica attiva di cittadinanza e impegno per il bene comune.

RELAZIONE DI SINTESI

Progetto di Rigenerazione Urbana dell’ex Centrale del Latte di Potenza

“UN VUOTO URBANO DA RESTITUIRE ALLA CITTÀ”

Premessa

A conclusione del percorso di studi, nell’ambito di un PCTO (ex Alternanza Scuola Lavoro), alcuni allievi della nostra scuola guidati dal docente di Discipline Progettuali prof. Nicola LAURENZA, hanno sviluppato, con il supporto scientifico di alcuni docenti dell’UNIBAS, un “Progetto di Rigenerazione Urbana a Potenza.

Il progetto propone il ri-disegno dell’area dell’ex Centrale del Latte e suoi dintorni, situata all’interno della zona industriale della città, lungo il fiume Basento.

Il tema della rigenerazione urbana ha da sempre interessato il mondo dell’architettura. rappresenta una questione ricorrente: problematica complessa che intreccia continuamente rimandi fra diverse situazioni, sperimentazioni, posizioni teoriche.

Convinti che soltanto attraverso l’intervento con strutture pubbliche di valenza culturale e sociale, come sostengono in molti, sia possibile “rigenerare” in modo “sostenibile” queste aree industriali dismesse e restituirle alla collettività, proponiamo come momento di discussione e riflessione il “Progetto di Rigenerazione Urbana dell’ex Centrale del Latte di Potenza – UN VUOTO URBANO DA RESTITUIRE ALLA CITTÀ”.

Il rapporto con la città e il luogo

L’area su cui si è sviluppata la zona industriale di Potenza, storicamente, ha avuto uno stretto rapporto visivo sia con il centro storico della città e sia con il fiume Basento, la cui acqua veniva utilizzata dalla popolazione per l’irrigazione dei terreni agricoli.

Attualmente, a causa dell’edificazione degli anni cinquanta/sessanta della città e di tutta l’area industriale avvenuta per lotti e con l’innalzamento degli argini del fiume, che ne occludono la percezione, l’aspetto naturalistico del Basento risulta completamente avulso dal contesto in quanto privato di qualsiasi rapporto con il luogo circostante. L’area di progetto di circa 30.000,00 mq inserita all’interno della recente edificazione dell’area industriale è definita a monte da viale del Basento e dalla linea ferroviaria TA-PZ mentre a valle da un tratto di via della Chimica.

Nel macrosistema di relazioni va inoltre rilevato che nella fascia lungo viale del Basento si è assistito negli ultimi decenni ad una radicale trasformazione di carattere funzionale e d’uso degli spazi che ha comportato un rinnovo urbano dell’area. La presenza di due aree industriali dismesse (ex Centrale del Latte ed ex Cip Zoo), il terminal dei bus, il parco fluviale del Basento, le numerose attività commerciali/artigianali e di servizi, il mercato che si tiene mensilmente su via della Fisica, sull’argine sud del Basento, hanno completamente cambiato il volto di quest’area che possiamo definire, oggi, “ex industriale”.

Un vuoto, nel fitto tessuto urbano dell’area industriale di Potenza, che insieme alla dismissione dell’ex centrale del latte, apre una frattura che dà luogo ad una area libera.

Il Progetto

La dismissione dell’ex centrale del latte, rappresenta un’occasione per trasformare quel luogo e dare una nuova identità, così che possa offrire esperienze, servizi, spazi per il tempo libero e la cultura.

Lo scopo è la creazione di un sistema di luoghi e spazi, come momenti d’incontro e scambio con una forte connotazione a carattere urbano, dove si intrecciano e sovrappongono, integrandosi, funzioni a scala urbana e territoriale, con l’obiettivo di ricomporre un vuoto che dia luogo ad un complesso polifunzionale, capace di contenere gli spazi necessari a soddisfare qualitativamente alcune specifiche esigenze della collettività e al contempo diventare un attrattore per il territorio.

Il progetto, ribaltando la rigidità della logica del lotto, in favore di una sequenza di volumi, articolata con i percorsi, capace di aggregare dinamicamente le diverse funzioni proposte, propone il coinvolgimento e il legame con l’immediato contesto con l’obiettivo di individuare nuove relazioni e significati nuovi per gli spazi della città preesistente. Lo scopo del progetto è:

  • Favorire l’integrazione con il Parco del Basento e la città;
  • Recuperare l’affaccio sul fiume;
  • Creare un sistema di luoghi e spazi, come momenti d’incontro e scambio con una forte connotazione a carattere urbano.

Un vero e proprio “condensatore sociale” contenente all’uopo una svariata serie di funzioni:

  1. Attività e funzioni – gli interventi al contorno
  • La “murazione-filtro” lungo il percorso ciclo/pedonale del Parco del Basento sostituisce il tratto di strada di via della chimica che attualmente separa il lotto d’intervento dal Parco, favorendo così l’affaccio della piazza sul fiume; è costituita da locali per gli impianti tecnologici, rampe, percorsi pedonali e scale di collegamento con il parco sottostante e dalla “Fontana del Basento. Si lascia attraversare in due punti: un piccolo ed un grande portale d’accesso che consentono di fatto l’ampliamento del parco;
  • Nella “murazione”, una piazza coperta nel sottosuolo (8.325,00 mq), aperta sullo specchio d’acqua circostante, con attività commerciali e spazi espositivi recuperati al di sotto del teatro e del museo; in fondo ad essa, al di sotto del teatro, attraverso una rampa si accede alla Sala degli Archi, uno spazio espositivo di forma circolare dotato di una fontana; a monte dei parcheggi interrati ( 150 stalli) a cui si accede da viale del Basento con uscita in via della Chimica; sia i parcheggi che la piazza coperta sono collegati con gli spazi sovrastanti con un sistema di rampe e ascensori;
  • Il Museo con Laboratori Didattici (4.650,00 mq), tramemoria e museo scientifico all’avanguardia: si tratta di un museo interattivo interamente dedicato al tema dell’acqua, delle scienze e tecnologie idrauliche e della prevenzione, basato sulla sperimentazione diretta dei fenomeni da parte dei visitatori. È un museo non solo dedicato ad approfondire la memoria storica della Regione sul tema, le conoscenze sulla risorsa acqua e sulle scienze e tecnologie idrauliche, ma anche un luogo attivo della promozione della salute, degli stili di vita salutari, oltre che della ricerca scientifica e tecnologia del settore. Il museo è per tutti i visitatori, ma in particolare per i più giovani e per gli studenti a cui esso è rivolto, con giochi scientifici, laboratori didattici e installazioni multimediali accompagnati da attività didattiche. Questo edificio, ubicato parallelamente al fiume Basento, prospetta a valle sulla fontana del Basento, si riflette sullo specchio d’acqua circostante; si sviluppa su tre livelli: al piano interrato in parte svuotato e aperto verso lo specchio d’acqua, troviamo soltanto una sala espositiva permanente del museo mentre al primo e secondo livello sono stati ubicati le sale espositive e i laboratori didattici con gli uffici amministrativi e i servizi. La copertura è accessibile anche da una scala esterna e consente di fruire della vista verso le montagne circostanti; dal Museo si accede al Planetario;

 

  • Il Planetario (300 mq): è uno straordinario simulatore del cielo, uno strumento per la didattica e la divulgazione dell’astronomia che riproduce fedelmente la volta celeste e gli oggetti astronomici che popolano l’universo. Il planetario è costituito da un sistema di proiezione digitale in una grande cupola del diametro di 15 metri. La struttura di 120 posti, coperta da una calotta sferica del diametro di 21.20 mt, è svuotata nella parte inferiore per far posto a spazi aperti prospettanti sullo specchio d’acqua della fontana del Basento;
  • Il Teatro Free all’aperto (8.325,00 mq): l’obiettivo principale e’ quello di offrire, in alcuni giorni dell’anno, spettacoli estivi gratuiti, con la distribuzione di biglietti sul posto, per permettere a tutti di poter godere dei tanti eventi, teatrali e musicali che si organizzano in citta’ e, al contempo, consentire ai tanti giovani artisti “in erba” della nostra citta’ di potersi esprimere liberamente; è una struttura di forma circolare del diametro di 72,20 mt con una capienza di 2000/2500 posti; lo spazio interno racchiuso dalle gradonate e dal semi-anello a valle è costituito da un’area verde e dal palcoscenico centrale; dotato di una serie di accessi, pedonali e carrabile (di servizio), che consentono a tutti, in assenza di attività, di poter accedere in qualsiasi ora del giorno; il semi-anello a monte che avvolge le gradonate è chiuso per isolare acusticamente la struttura, mentre, il semi-anello a valle, a quota del primo anello dove troviamo un sistema di spazi/belvedere, è completamente aperto per consentire l’affaccio verso il Parco e la Fontana del Basento; al di sotto delle gradonate e della quota del primo anello sono state ubicate: attività commerciali, punto info/biglietteria, camerini per artisti e locali per associazioni culturali; sempre il semi-anello a valle, a quota piazza è dotato di una fontana a velo d’acqua e da gradonate /sedute verso il parco; il collegamento con il parcheggio interrato è assicurato da scale interne ed ascensori;
  1. Piazze e spazi liberi

 L’eliminazione del traffico veicolare insieme alla posizione e alle forme degli edifici consente il ri-disegno degli spazi liberi a quota di viale del Basento; la geometria è fortemente influenzata dalla presenza del teatro circolare che determina un’esplosione di linee che dal centro del teatro vanno verso l’esterno, quasi a significare plasticamente la volontà di uscire dal lotto, integrandosi con il sistema di spazi circostanti.

I principali spazi urbani proposti di circa 17.100,00 mq, riguardano:

  • L’area di accesso alla piazza da viale Basento a nord, definita da un filare di alberi, da una siepe alta e dalla curva a monte del teatro, sottolineata anch’essa da un filare di alberi, che invita ad entrare; a monte di quest’area è stato individuato un sovrappasso pedonale di viale del Basento che oltrepassando la strada con un sottopasso riconnette l’area con Rione Lucania, un quartiere nato dallo sviluppo urbanistico della città tra gli anni cinquanta/sessanta;
  • Il nuovo largo di accesso da via della Chimica a nord, alle spalle del Museo, definito da un filare di alberi e dalla facciata longitudinale del Museo, dove è possibile accedere con una rampa veicolare a doppio senso, in quando detta area è stata destinata a parcheggio (54 posti auto); prospettano su quest’area l’ingresso principale al Museo con alcune uscite di sicurezza, alcune uscite di sicurezza del parcheggio interrato e l’uscita del Planetario;
  • L’area antistante il teatro a sud, definita a monte da una fontana e dai gradoni/sedute inseriti nella circonferenza del teatro, prospettante sul fiume e sul nuovo specchio d’acqua, individua La piazza pedonale/belvedere sul “Parco del Basento” connessa allo stesso con un sistema di percorsi pedonali accessibili che ripropone l’affaccio sul fiume Basento;
  • Lo specchio d’acqua antistante la “Fontana del Basento” a sud, delimitato dai due portali d’accesso, interpretabile per usi diversi (giochi sul ghiaccio, fontana e giochi d’acqua, ecc.);

 

  • L’ area verde sovrastante le vasche di accumulo d’acqua prelevata dal fiume Basento che si affaccia anch’essa sul nuovo specchio d’acqua e sul fiume Basento;

 

  1. Il ruolo dell’acqua e del verde

Il fiume Basento si origina dalle pendici nord-occidentali di Monte Arioso; con i suoi 149 km di lunghezza è il corso d’acqua più lungo a sud del fiume Volturno.

Il progetto propone diverse forme d’uso della materia acqua, storicamente presente nell’area:

il Basento viene ridefinito qualche centinaio di metri a monte dell’area d’intervento per la realizzazione di una briglia all’altezza dell’accesso piccolo della piazza coperta per poter captare la sua acqua e portarla verso le vasche di raccolta dove attraverso un sistema tecnologico avanzato sarà trattata affinché  possa essere utilizzata per alimentare i diversi usi previsti nel progetto.

L’acqua del Basento che si origina dalle pendici nord-occidentali di Monte Arioso, quindi, prima di lasciare la città di Potenza, viene catturata e convogliata con moderni sistemi tecnologici per generare la “città dell’acqua”, dando forma ad un “nuovo riferimento” per la città: un grande specchio d’acqua, due fontane con velo d’acqua, una fontana scenografica con giochi d’acqua e il riposo (momentaneo) nella sala degli archi per poi proseguire la sua corsa verso il mare.

Il sistema del verde ha avuto un ruolo importante nella definizione della geometria dell’intervento.  Si realizzano filtri fra le diverse regioni spaziali presenti nell’area: a monte lungo viale del Basento, per mitigare l’inquinamento acustico, con siepi alte e filari d’alberi, mentre parallelamente al margine nord-ovest superiore del lotto un filare di alberi disposto ad elle eliminano visuali negative verso l’attuale edificato; a valle, verso sud, nell’area antistante il Museo, al disopra delle vasche di raccolta si è previsto un prato verde esposto al sole. Inoltre, in corrispondenza delle forature per l’areazione e di servizio prodotte nel piano della piazza/belvedere, dove troviamo le scale di collegamento dei due livelli, si è portato nella sottostante piazza coperta e nel parcheggio interrato dei piccoli spazi verdi illuminati dal sole.

 

  1. Il rapporto con la memoria dei luoghi

Come già evidenziato, l’area d’intervento, a causa dello sviluppo urbanistico della città verso sud con un’espansione incontrollata e dell’edificazione dell’area industriale per lotti, con l’innalzamento degli argini, è situata attualmente in un contesto che ha comportato la perdita dell’identità visiva tra il centro storico e il fiume Basento e tra quest’ultimo e le aree immediatamente a ridosso.

Un’incisione del settecento del Pacichelli consente una buona visualizzazione del rapporto visivo tra il fiume e la città di Potenza che nel tempo è stato completamente cancellato.

Per questo motivo, pur se per un piccolo lembo di terra, si è voluto restituire il fiume alla sua città, valorizzando la risorsa acqua e ripristinando, almeno per quest’area, l’antico rapporto visivo che aveva con esso.

L’aspetto economico

La complessità dell’intervento insieme alle tante variabili (tipologia dell’opera, costo di costruzione dell’opera, allestimenti, strumenti tecnico/scientifici, attrezzature informatiche, arredi, impiantistica, ecc.) che intervengono nella realizzazione delle opere sopra descritte, in questa fase non consentono di determinare un costo attendibile dell’intervento.

Sono troppi gli elementi e i dettagli che andrebbero approfonditi per poter definire il costo presunto dell’intervento.

A tal fine, si ritiene necessario predisporre uno “Studio di Fattibilità Tecnico-Economico” da cui sia possibile dedurre con più attendibilità la stima dei relativi costi dell’intervento.

Per una migliore comprensione del progetto si allegano alcuni elaborati grafici.

Arch. Nicola LAURENZA

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