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Lunedì 12 ottobre, nell’atrio della scuola, la testimonianza di chi ha vissuto gli anni Settanta e Ottanta. L’incontro fa parte di un anno di eventi dedicati all’artista e archeologo potentino che insegnò nell’istituto da cui discende l’attuale Liceo

Il Liceo Statale “Walter Gropius” apre le porte alla memoria di uno dei suoi maestri. Lunedì 12 ottobre 2026, dalle ore 8:30 alle 11:30, nell’atrio di via Anzio 4, si terrà la tavola rotonda “Il testimone vivo: la generazione degli anni ’70/’80 racconta Ranaldi”, con il sottotitolo “Bentornato Professore! Memoria, scuola e testimonianze per un dialogo tra generazioni”. L’ingresso è libero.

Un anno per “Ninì”

L’appuntamento rientra in “Bentornato Ninì”, un anno di eventi culturali dedicato a Francesco Ranaldi (Potenza, 1924-1988), artista e archeologo, noto in città con il soprannome affettuoso di Ninì. L’iniziativa è promossa dal Comune di Potenza, Assessorato alla Cultura, con il patrocinio della Provincia di Potenza e la collaborazione del Polo della Cultura, del Polo Bibliotecario e di altri enti del territorio. Ha inoltre il sostegno del Fondo Etico BCC Basilicata.

Chi era Francesco Ranaldi

Ranaldi è una delle figure più singolari della cultura lucana del Novecento. Per oltre trent’anni, dal 1954 al 1988, diresse il Museo Archeologico Provinciale di Potenza, dedicandosi alla ricerca, al recupero e alla conservazione della memoria antica della Basilicata. Tra le sue campagne di scavo, quelle sul sito di Monte Torretta di Pietragalla, condotte tra il 1956 e il 1965. Oggi la sezione pre-protostorica del museo porta il suo nome.

Accanto alla ricerca archeologica coltivò un’intensa attività artistica, fatta di pittura, disegno e colore. Gli studi più recenti, tra cui il volume L’artista archeologo. Francesco Ranaldi tra storia e memoria (Calice Editori, 2021), ne hanno ricostruito la biografia e il ruolo nella vita intellettuale della Potenza del dopoguerra. Vi si parla anche di un'”archeologia democratica”, cioè di una cultura intesa come patrimonio condiviso di una comunità libera.

Il professore dell’Istituto d’Arte

Ranaldi fu anche un insegnante. Tenne cattedra all’Istituto d’Arte di Potenza, la scuola dalla quale, nel 2010, è nato l’attuale Liceo Artistico, intitolato poi a Walter Gropius. Il legame con il “Gropius” non è dunque solo ideale: ripercorre una continuità storica che dall’Istituto d’Arte arriva fino al Liceo di oggi. Per questo la scuola lo accoglie con un “Bentornato Professore!”, il titolo scelto per la mattinata.

Anche la locandina rimanda a quella stagione: è illustrata da fotografie d’epoca che mostrano aule, cavalletti, laboratori e momenti di lavoro e di incontro con gli studenti.

I testimoni e il dialogo tra generazioni

La formula è quella della tavola rotonda con testimonianze. A raccontare Ranaldi saranno le voci di chi, negli anni Settanta e Ottanta, lo ha conosciuto, ha studiato o lavorato con lui, o ne ha raccolto l’eredità. L’obiettivo è favorire un confronto fra chi ha vissuto quella stagione e le studentesse e gli studenti di oggi, che frequentano le stesse aule di allora.

Gli studenti protagonisti

All’incontro parteciperanno tutte le classi del triennio della sezione B, che raggiungeranno l’atrio alle 8:30 accompagnate dai docenti in servizio. Al termine, le classi rientreranno in aula e le attività didattiche riprenderanno regolarmente.

Per un liceo che unisce indirizzi artistici, musicali e coreutici, ricordare un docente che ha saputo tenere insieme arte, archeologia e impegno civile è un modo per ribadire il valore formativo della memoria. Conoscere chi ha costruito l’identità culturale del territorio, e ha contribuito a formare le generazioni di artisti passate da questa scuola, aiuta i più giovani a riconoscersene eredi e a immaginare il futuro.